Cos’è il Global Compact e perché un’impresa dovrebbe aderire

Il Global Compact è un’iniziativa volontaria lanciata nel 1999 da Kofi Annan -allora Segretario delle Nazioni Unite- in occasione del World Economic Forum (Davos, 1999), con l’obiettivo di promuovere a scala globale la cultura della responsabilità sociale d’impresa. Durante il suo discorso, Kofi Annan invitò i leader dell’economia mondiale a stringere un Patto Globale per supportare i nove principi universali (diventati dieci nel giugno 2004) nell’ambito dei diritti umani, del lavoro, della tutela dell’ambiente e della lotta alla corruzione e per implementare gli Obiettivi delle Nazioni Unite (attualmente gli SDGs). Il Global Compact è una rete che unisce governi, imprese, agenzie delle Nazioni Unite, organizzazioni sindacali e della società civile e li conduce verso un’”economia globale più inclusiva e sostenibile” attraverso la condivisione, l’implementazione e la diffusione dei principi e dei valori promossi dall’iniziativa.

Dal 2000, anno in cui l’iniziativa fu lanciata al palazzo di vetro di New York e divenne operativa, il Global Compact si è sviluppato progressivamente diventando un vero e proprio forum globale chiamato ad affrontare gli aspetti più critici della globalizzazione.
L’Accordo nasce con l’idea che le imprese che hanno una visione strategica di lungo periodo orientata alla responsabilità sociale, all’innovazione e all’accountability, possano contribuire ad una nuova globalizzazione caratterizzata da sostenibilità, cooperazione internazionale e partnership in una prospettiva multi-stakeholder che garantisca a tutti l’opportunità di condividerne benefici.  

I dieci principi del Global compact riguardano:
Diritti umani - 1. promuovere e rispettare i diritti umani universalmente riconosciuti nell’ambito delle rispettive sfere di influenza; 2. assicurarsi di non essere, seppure indirettamente, complici negli abusi dei diritti umani.
Lavoro - 3. sostenere la libertà di associazione dei lavoratori e riconoscere il diritto alla contrattazione collettiva; 4. eliminare tutte le forme di lavoro forzato e obbligatorio; 5. Eliminare effettivamente il lavoro minorile; 6. eliminare ogni forma di discriminazione in materia di impiego e professione.
Ambiente - 7. sostenere un approccio preventivo nei confronti delle sfide ambientali; 8. intraprendere iniziative che promuovano una maggiore responsabilità ambientale; 9. incoraggiare lo sviluppo e la diffusione di tecnologie che rispettino l’ambiente.
Lotta alla corruzione - 10. contrastare la corruzione in ogni sua forma, incluse l’estorsione e le tangenti.  

In diversi paesi del mondo sono stati creati appositi network volti a promuovere il Global Compact e condividere i principi a cui si ispira. In Italia, il network (Global Compact Network Italia) si costituisce nel 2002 con lo scopo di contribuire allo sviluppo del “Patto Globale” a livello Italia, affinché non venga solo conosciuto ma comporti sempre più credibilità e serietà nell’impegno a favore della responsabilità sociale da parte delle imprese aderenti all’iniziativa e ai loro partner. Nel 2013 il Global Compact Network Italia si è costituito Fondazione Global Compact Network Italia grazie alla volontà di 18 organizzazioni, aziende, università ed enti di ricerca, fondazioni no profit e organizzazioni della società civile.
 

Attualmente, gli Obiettivi delle Nazioni Unite di Sviluppo Sostenibile (SDGs) e l'Accordo sul Clima di Parigi offrono la più potente agenda comune per il raggiungimento della pace e della prosperità a livello mondiale - con un ruolo essenziale precisato per il business. E il Global Compact, come più grande iniziativa di sostenibilità aziendale internazionale, è chiamato ad essere il catalizzatore per i futuri cambiamenti conducendo il settore privato verso il raggiungimento degli SDGs entro il 2030. Un’attenzione ulteriore è rivolta alle azioni che le piccole, medie e grandi imprese e tutti gli altri attori possono fare per implementare localmente gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dichiarati a scala globale.

Ad oggi sono più di 12.300 gli attori aderenti al Global Compact (di cui 9.000 aziende e più di 4.000 gli enti no profit) in 170 Paesi.
In l’Italia però gli aderenti sono solo 192 tra aziende di piccole, medie e grandi dimensioni, istituti di credito, istituzioni, università, fondazioni e organizzazioni della società civile che hanno aderito all’iniziativa. Tra queste i big dell’economia italiana tra cui Enei, Enel, Intesa Sanpaolo, Generali, Unicredit, Telecom, Pirelli, Benetton, A2A.  

A quasi due anni dal lancio dell’Agenda 2030 e degli obiettivi di sviluppo sostenibile, il ruolo del Global Compact è sicuramente di grande rilevanza anche alla luce del ruolo che le imprese potrebbero svolgere nella cooperazione internazionale. Anche in Italia la cooperazione allo sviluppo sta registrando una forte evoluzione anche dovuta all’approvazione della nuova legge 125/2014 che regola il settore e contempla una serie di nuovi attori. A fianco delle organizzazioni della società civile (ONG, associazioni, onlus), tradizionalmente attive della cooperazione e nell’aiuto umanitario, è destinato a svilupparsi l’impegno del settore privato profit. Le aziende italiane di varie dimensioni e natura si attiveranno progressivamente anche in partenariato con gli altri attori del settore.
In questo senso l’adesione al Global Compact può rappresentare un primo passo per molte imprese verso un impegno più consistente sui temi della sostenibilità e dell’agenda 2030.    

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Martedì 28 Marzo 2017