Anche in Spagna le ONG sono più Open: Coordinadora presenta il rapporto 2016

2,4 milioni di persone coinvolte di cui 20.000 volontari, più di 8000 operatori (di cui il 70% sono donne) lavorano su 3600 progetti in 105 Paesi. Questi sono alcuni numeri che si delineano nel Rapporto del settore della Cooperazione 2016 redatto dal Coordinamento nazionale delle organizzazioni che si occupano di cooperazione in Spagna (CONGD). Lo studio analizza i dati degli anni 2014 e 2015 di 76 Ong che fanno parte del coordinamento e di oltre 450 membri appartenenti alle 17 reti autonome regionali.

Nonostante la crisi generale che anche in Spagna influenza tutti i settori lavorativi, quello della cooperazione internazionale e dell’aiuto umanitario sembra non risenta troppo dei tagli e dell’impatto negativo. Questo soprattutto grazie alla società civile impegnata da decenni in questo ambito.
Dal 2013 al 2015, infatti, i contributi finanziari privati sono aumentati del 30% arrivando a circa 300 milioni di euro, al contrario dei fondi pubblici che nel 2015 hanno presentato i valori più bassi degli ultimi dieci anni. L’aiuto pubblico allo sviluppo (APS), infatti, dall’inizio della crisi ha avuto una caduta del 73%. Nel 2015 è stato assegnato alla cooperazione lo 0,13% del PIL (1.446 milioni di euro), molto lontano dalla promessa di uno 0,7% o dalla media europea dello 0,4%.  

Il quadro presentato mostra certamente quanto i cittadini si stiano impegnando per risollevare questo settore, senza il quale diritti umani, ambiente e sviluppo sarebbero un po' dimenticati. Alcuni di questi dati sono rafforzati dall’ultima indagine di Eurobarometro, dove emerge come il 93% della popolazione spagnola sostenga la cooperazione. America Latina e Africa sono i continenti dove vi è una maggiore attività, mentre i principali settori di intervento da parte delle organizzazioni spagnole riguardano il genere e i diritti umani, insieme a istruzione, sanità e agricoltura, per citarne solo alcuni.



Mercoledì 22 Febbraio 2017