La trasparenza che fa la differenza

La questione della trasparenza e dell'efficacia degli aiuti nella cooperazione allo sviluppo è ormai da tempo un argomento di dibattito e di discussione a livello internazionale. Nel contesto attuale in grande evoluzione, gli attori che operano in questo settore (ONG, Associazioni, Onlus, ecc) si trovano ad affrontare una crescente pressione per dimostrare la loro responsabilità, legittimità ed efficacia specialmente nei confronti dei donatori (privati e istituzionali). La trasparenza e l'accountability delle organizzazioni rappresenta oggi una delle sfide più importanti per tutti i soggetti coinvolti nelle attività di cooperazione allo sviluppo. In risposta a questa esigenza un numero crescente di organizzazioni sta facendo pressione affinché a livello nazionale, regionale e internazionale, vengano definiti degli standard comuni. L'orientamento emerso dai vertici internazionali che hanno affrontato il problema è quello di puntare sulla condivisione delle informazioni e sull'apertura dei dati (opendata) sfruttando al massimo le potenzialità della rete. La pubblicazione e condivisione dei dati (openness) declinata in tutte le sue accezioni rappresenta quindi uno dei perni della visione di futuro della cooperazione e dell'aiuto oltre il 2015.

Per i donatori

Le organizzazioni che operano nella cooperazione e solidarietà internazionale (ONG, Associazioni, Onlus, ecc) in quanto soggetti privati sono sottoposti a diversi tipi di controllo a seconda della loro specifica natura giuridica. Questi controlli si concentrano sulla gestione delle risorse economiche e si riferiscono di norma a singoli progetti realizzati. Nella maggior parte dei casi i donatori (privati o istituzionali) ricevono dalle diverse organizzazioni resoconti dettagliati sullo specifico progetto o la singola attività che hanno sostenuto. Non esiste invece uno standard di trasparenza volto a rendere pubbliche le informazioni riguardanti la governance e la gestione delle organizzazioni. Open Cooperazione offre ai donatori un'opportunità per informarsi sulle organizzazioni che realizzano le attività di cooperazione che hanno sostenuto e di vedere un quadro più ampio che va al di là del singolo progetto. Troverai un identikit di ogni singola organizzazione registrata. Potrai sapere come vengono impiegate le risorse finanziarie, in quali progetti e paesi, quanto viene investito nei progetti e quanto in spese di gestione e promozione. Troverai dati rilevanti sulle risorse umane, sulle attività di raccolta fondi e sugli organismi che governano le organizzazioni.

Per l'opinione pubblica

L'opinione pubblica e i media sono sempre più attenti ai temi della cooperazione allo sviluppo e dell'aiuto umanitario. Sempre più frequentemente chiedono conto di come sono utilizzate le risorse e vogliono vedere i risultati concreti dei progetti finanziati con fondi sia privati che pubblici. Negli ultimi anni non sono mancate le inchieste giornalistiche su ONG e associazioni e in molti casi è stata messa in dubbio la loro trasparenza nella gestione di risorse umane e finanziarie. Questi episodi, eventualmente riferibili a singole circostanze, hanno rafforzato il desiderio del pubblico generale, oltre che dei milioni di donatori privati, di vederci chiaro e di avere strumenti a disposizione per esercitare un controllo. Open Cooperazione offre la possibilità di capire come funzionano le diverse organizzazioni registrate nel database, come sono governate e da chi. Aggregando i dati inseriti dalle singole organizzazioni rende disponibile una fotografia sempre aggiornata del settore. Una quantificazione dettagliata, credibile e indipendente di quanto la società civile e le ONG siano in grado di mobilitare attraverso i donatori pubblici e privati e canalizzare verso progetti di sviluppo e di solidarietà in Italia e all'estero.

Per i beneficiari

Le organizzazioni che operano nella cooperazione allo sviluppo e nell'aiuto umanitario sono istituzioni private che svolgono spesso funzioni pubbliche rivolte a milioni di persone in giro per il mondo. Fanno parte della così detta società civile e quindi devono essere sempre più aperte e responsabili. Una maggiore trasparenza è dovuta proprio ai beneficiari dei progetti che spesso non conoscono la provenienza delle risorse e non hanno informazioni sulle organizzazioni al di la del contesto in cui le vedono operare.